La voce della lotta Sami per l’uguaglianza

Un vinile, un canto, una donna in lotta per il suo popolo

La voce nuda ha un potere di fascinazione immenso, soprattutto se è circondata da un sapore di antico, di popolare, di qualcosa che arriva da lontano e da non si sa chi.

Ascoltare questo genere di musica, spogliata di tutto, ridotta a un richiamo, a un ritmo, all’imitazione della natura può essere appagante quanto ascoltare gli accordi intricati del pianoforte in un brano jazz.

La differenza è che a produrre quei suoni non è uno strumento maneggiato da un musicista allenato ma una persona comune, che nel momento in cui canta, magari in modo impreciso un vecchio motivo, si carica di qualche cosa che rimanda a qualcos’altro; la sua è una voce distante che strappa al passato una piccola e modesta vibrazione per portarla qui, oggi, sul mio giradischi.

E’ una trance uditiva, un paradosso temporale che lega due momenti incommensurabili attraverso la trama di una voce.

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Fare i conti con il padre nello spazio

Bellissimo e malinconico, Ad Astra non è un film sulla conquista dello spazio ma sui rapporti tra gli esseri umani

“Ad Astra” è un film bellissimo e malinconico, dove la fantascienza come macchina metaforica dà il suo meglio: non è un film sulla conquista spaziale, ma sui rapporti tra gli esseri umani e sui fili invisibili ma tenaci che ci tengono legati gli uni agli altri; le emozioni, l’affetto, l’amore.

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Un romanzo sulle origini del nazionalismo

La Copertina del libro di Luigi Lollini

“La controfigura”: intervista a Luigi Lollini

[potete ascoltare la mia intervista a Luigi Lollini qui]

Eduardo Rosza Flores, nato in Bolivia ma cresciuto oltre cortina, in Ungheria, e ucciso nel 2009 da un commando di teste di cuoio boliviane è una figura inquietante, che racconta della rinascita del nazionalismo e degli etnicismi in Europa, a partire dalla guerra nei Balcani, alla quale egli partecipò al comando di una brigata internazionale che combatté accanto ai croati.

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Manga: il folle mondo di Alita, l’angelo della battaglia

Alita, mezza umana e mezza cyborg. La saga manga di Yukito Kishiro dal 1991: ogni albo è pieno di storie che raccontano altre storie

Il mondo dei manga giapponesi è pieno di spazzatura a basso costo per adolescenti tristi, con storie banali e disegnate male da fumettisti-schiavi che producono come alla catena di montaggio.

Poi ci sono le perle, e allora non ce n’è per nessuno. Alita è tra queste; un vero capolavoro.

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Due libri sull’immigrazione italiana in Svizzera – Recensione

Paolo Barcella, «Venuti qui per cercare lavoro». Gli emigrati italiani nella Svizzera del secondo dopoguerra, Bellinzona, Fondazione Piero e Marco Pellegrini – Guglielmo Canevascini, 2012, pp. 344, € 29.

Toni Ricciardi, Associazionismo ed emigrazione. Storia delle Colonie Libere e degli Italiani in Svizzera, Roma-Bari, Laterza, 2013, pp. 306, € 20.

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La memoria ritrovata – recensione a “Il confine degli altri” di Marta Verginella”

L’italianizzazione forzata degli sloveni giuliani

 

 

“Omuncoli impastati di odio, di rancore, di livore settario […] un groviglio immondo di rettili umani striscianti nell’ombra nel fango al di qua e al di là del confine, sempre pronti a mordere e avvelenare […].”

Parola di Pubblico ministero fascista.

Il 2 dicembre 1941 iniziò in una Trieste blindata da camicie nere e forze dell’ordine il processo davanti al Tribunale speciale per la difesa dello Stato contro sessanta cittadini italiani di nazionalità slovena.

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Rino Battisti, sindacalista d’alta quota – recensione a “Dentro le montagne”

di Emanuele Di Nicola

Trentino, anni cinquanta: l’Italia usciva faticosamente dal secondo conflitto mondiale e volgeva lo sguardo alla ricostruzione. Nella regione “alla fine del 1946 si calcolavano circa 20.000 disoccupati (su una popolazione di 394.704 abitanti), che diminuirono negli anni successivi grazie all’inizio dei lavori per la ricostruzione dei vani danneggiati dalla guerra”: una provincia segnata dal sottosviluppo, la costruzione dei primi impianti idroelettrici, l’arrivo della grande impresa Sism ed il vasto impegno nella zona (si parla di autentica “colonizzazione”), il voto per il progresso e la mancata tutela ambientale.

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Proletkult, il romanzo senza rivoluzione

 

“Proletkult”, sul ring installato dai Wu Ming, Bogdanov prende a pugni Lenin e l’Ottobre

La sensazione che ho avuto dopo aver chiuso “Proletkult”, l’ultimo romanzo del collettivo Wu Ming, è stata quella di un’occasione persa. Le premesse per il romanzo da top ten personale c’erano tutte, a partire dall’ambientazione, la Rivoluzione d’Ottobre, il maggiore evento storico del Novecento, incredibile turbina di forze popolari, di entusiasmi proletari globali ma anche di inenarrabili delusioni e tragedie.

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Rileggendo Dune trent’anni dopo. Un viaggio iniziatico in sei volumi

[Articolo Pubblicato il 12 Gennaio 2019 su Carmilla online] 

Introduzione

A circa trent’anni dalla lettura del primo volume ho concluso gli altri cinque libri del ciclo di Dune, uno dopo l’altro, nel giro di due mesi. E’ stato un po’ come rendere omaggio alla mia adolescenza, vissuta all’insegna della fantascienza come antidoto al male dell’essere ragazzini negli anni Ottanta.

 

Ma non posso negare che in mezzo, in questi trent’anni passati troppo velocemente, siano successe cose che mi hanno permesso di prepararmi ad intraprendere il viaggio iniziatico rappresentato dagli altri cinque volumi della saga. 
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