“I tamburi di Giuseppe” è un viaggio in due puntate andato in onda sulla Rete Due della RSI che, partendo dai suoni registrati su un vinile misterioso del 1971, ci porta indietro fino all’Africa degli anni della decolonizzazione, seguendo le tracce di un missionario che si dedica all’etnomusicologia. Giuseppe Coter, originario di un piccolo comune vicino a Bergamo, negli anni Cinquanta decide di diventare Comboniano e quando nel 1966 verrà spedito dalla sua congregazione in Burundi, porterà con sé un registratore Uher con l’intento di raccogliere le musiche di quel Paese.
Il suo interesse etnografico e il modo di intendere la missione dei comboniani sono il segno di un cambiamento storico importante che si va delineando in quegli anni nella chiesa cattolica e nella sua idea di missione evangelica, sotto la spinta dei processi di decolonizzazione e dei movimenti giovanili del 1968 nei Paesi sviluppati. Un cambiamento segnato da svolte drammatiche, come la vita di Giuseppe Coter e dei comboniani in Burundi.
“Decolonizzare la missione”
Una nuova consapevolezza antropologica e culturale, spinta dai processi di decolonizzazione in atto in Africa, portano la chiesa cattolica a rivedere la propria idea di missione evangelica, in particolare con il Concilio Vaticano Secondo, di cui gli archivi della RSI conservano traccia sonora.
Si tratta di un terremoto per i tantissimi missionari sparsi nel mondo, convinti di fare il bene di popolazioni spesso giudicate con il metro del paternalismo occidentale. Ce lo spiega Mauro Forno, professore presso l’Università di Torino ed esperto di storia della Chiesa e delle Missioni, che ha studiato proprio questo periodo di grande cambiamento.
Se per molti missionari il nuovo orientamento rappresenta uno shock in alcuni casi insuperabile, per altri rappresenta semplicemente l’ufficializzazione di un atteggiamento divenuto norma ormai da tempo: è il caso di Giuseppe Coter e – nonostante qualche contraddizione – anche dei suoi fratelli comboniani.
Così “decolonizzare la missione” diventa negli anni Sessanta la parola d’ordine nella chiesa, mentre nel Burundi devastato dai conflitti etnici si prova a costruire un nuovo rapporto con le popolazioni locali. Ma bisogna sapere anche accettare le sconfitte: i tamburi di Giuseppe battono il ritmo della guerra e i comboniani sono costretti a scelte difficili. È tempo di partire. È tempo di cambiare vita, anche: dopo l’amore sacro, la musica etnica e la birra di banana si apre per Giuseppe il tempo dell’amore profano.
Primo capitolo: “Un antropologo in missione”
Secondo capitolo: “Decolonizzare la missione”
Credits:
Un documentario scritto e realizzato da Mattia Pelli
Brani tratti dal disco “Music from Burundi” (Albatros, 1971)
Registrazioni inedite tratte dall’archivio di Giuseppe Coter
Suoni tratti dagli archivi radiofonici della RSI

