Categoria: Fotografia

  • Trento, 3 maggio 2020, la città al sole

    Trento, 3 maggio 2020, la città al sole

    E’ il secondo giorno di quasi libertà, domenica 3 maggio 2020.

    E’ una giornata bellissima e dopo più di un mese che non uscivo se non nei paraggi, per prendere sigarette e fare la spesa, posso camminare per la città, un passo davanti all’altro, con il respiro pesante della mascherina.

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  • Lavis d’inverno

    Lavis d’inverno

    Lavis la sera, d’inverno, sembra un paese vuoto. Poca la gente per strada e anche le luci nelle case. Molti negozi hanno le serrande abbassate e l’impressione per il visitatore arrivato lì per caso è che Lavis sia svuotato, privo di energia, battuto dal vento freddo che soffia tra le strade strette del nucleo storico.
    Passeggiata per immagini dall’Avisio alla parte più caratteristica del paese.

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  • Malcesine

    Malcesine

    Dei ritrovamenti nel 1924, di tombe e lapidi con iscrizioni latine inneggianti la dea Iside, designarono gli Etruschi come primi abitanti del luogo.

    Probabilmente colonie provenienti dal sud e dirette verso le Alpi. Scavi singolari, camere sepolcrali edificate secondo abitudini etrusche, sono presenti anche nello scoglio sul quale si erge il castello. Forse da lì l’origine del nome. “Males scilices”, scoglio dei morti, è la definizione che l’arcidiacono Pacifico diede al paese nel 844 d.C.

  • Non solo meli – Val di Non

    Non solo meli – Val di Non

    Non c’è molto posto in Val di Non per qualsiasi cosa che non siano meli.

    Ogni angolo di terra che riceve un po’ di sole è sfruttato per la produzione della mela golden; ogni angolo è sottoposto alla dittatura del profitto.

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  • Verona misteriosa

    Verona misteriosa

    Conosco poco Verona ma ogni volta che ci vado mi dico che è una città bellissima.

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  • “Un manipolo sparuto” – Terlago

    “Un manipolo sparuto” – Terlago

    Tredicesima partita
    da “Il canzoniere”, Umberto Saba

    Sui gradini un manipolo sparuto
    si riscaldava di se stesso.
    E quando
    – smisurata raggiera – il sole spense
    dietro una casa il suo barbaglio, il campo
    schiarì il presentimento della notte.
    Correvano sue e giù le maglie rosse,
    le maglie bianche, in una luce d’una
    strana iridata trasparenza. Il vento
    deviava il pallone, la Fortuna
    si rimetteva agli occhi la benda.
    Piaceva
    essere così pochi intirizziti
    uniti,
    come ultimi uomini su un monte,
    a guardare di là l’ultima gara.

    ———

    Un giorno di pioggia a Terlago per seguire il figlio su e giù per il campo a correre vanamente alla ricerca di un gol.

  • La notte selvaggia arriva

    La notte selvaggia arriva

    Quando la sera arriva

    d’inverno

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  • Caldonazzo, di acqua e di cielo

    Caldonazzo, di acqua e di cielo

    [immagini scattate con Leica CL, Summicron 40mm, su Kodak Color Gold]